OScene

OScene.net - Scenario O(perating)pen S(ystem)ource - Il punto di riferimento per i SysAdmin italiani.

Introduzione
Lo scopo di questo tutorial è mettere su un server di virtualizzazione che sia la base per le macchine virtuali.
Facciamo una panoramica su quello che ci servirà:
Debian ETCH è l’ultima release stable rilasciata dalla comunità Debian.
LVM che sta per Logical Volume Manager è un sistema di gestione delle partizioni che consente di sfruttare delle partizioni logiche la cui grandezza è quindi modificabile. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che è possibile inserire nel sistema un hard disk supplementare e montarlo nella stessa partizione logica, per esempio immaginate di avere un sistema con un solo hard disk da 80GB in cui in fase di installazione è stata prevista la gestione LVM ed ad un certo punto vi rendete conto che 80GB non vi soddisfano più, allora andate dal vostro rivenditore di fiducia, comprate un Hard Disk da 500GB per espandere la capacità della directory dove sono hostati tutti i siti dei vostri clienti quindi inserite l’hard disk, e dopo averlo formattato come LVM vi basterà digitare pochi comandi per aver aumentato di 500GB la capacità di quella directory senza “travasare” dati. Bello no? Bene, questo è uno degli innumerevoli vantaggi offerti dalla tecnologia LVM. Questo è un esempio di schema attuabile con LVM:

Organizzazione della struttura LVM

Organizzazione della struttura LVM by http://www.storix.com/aixbackup

XEN è un famosissimo sistema di virtualizzazione che permette una virtualizzazione a livello Kernel oltre a quella di livello hardware per la quale ci vuole un aiuto dalla CPU la quale dovrebbe supportare la Full Virtualization (non è una “conditio sine qua non”). Leggi il resto dell’articolo »

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5 August 2008 | Commenti (0)

In questo articolo vi mostrerò alcune tecniche e suggerimenti che vi consentiranno di acquisire una certa dimestichezza con l’aspetto più a basso livello del linguaggio C: le operazioni binarie o bitwise. Si presuppone una conoscenza di base del linguaggio, dimestichezza con il proprio sistema operativo e il compilatore installato. Il tutorial è stato scritto e testato su GNU/Linux con compilatore GCC, ma i concetti sono universalmente applicabili a qualsiasi sistema operativo e compilatore C da trent’anni a questa parte.

Il C fornisce alcuni operatori che, opportunamente combinati all’interno di espressioni, consentono la manipolazione dei singoli bit all’interno di un dato numerico. Per seguire proficuamente questo articolo è consigliabile, ma non indispensabile, affiancarsi ad un manuale di programmazione in C. Il mio consiglio, nel caso non ne aveste ancora comprato uno, è di affidarsi al buon vecchio Kernighan & Ritchie.

Gli operatori binari che useremo in questo tutorial sono:

a & b - Bitwise AND
a >> b - Right Shift

e inoltre useremo l’operatore ternario a ? b : c che è un operatore di selezione, simile al costrutto if..then..else. Leggi il resto dell’articolo »

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30 July 2008 | Commenti (0)

Damn Small Linux, abbreviato in DSL, è una particolarissima distribuzione di Linux progettata per funzionare anche su computer vecchissimi con soli 16MB di Ram e processori 486DX. Per raggiungere questo traguardo i suoi progettisti hanno messo insieme i programmi più leggeri e allo stesso tempo completi e utili che si possono trovare in giro per la rete.Il sistema risulta molto completo nonostante gli appena 50MB di spazio occupato su CD!Quotando la pagina in italiano del sito ufficiale:

“[...] DSL all’inizio nacque come un esperimento per vedere quanti programmi grafici e facilmente usabili potessero stare in un CD di appena 50MB. Era a malapena un giocattolino personale. Ma Damn Small Linux col tempo si è sviluppato in un progetto della Comunità con centinaia di ore di programmazione investite in continui perfezionamenti, come ad esempio un sistema remoto e locale completamente automatizzato di installazione di programmi ed un sistema estremamente versatile di salvataggio e ripristino dei dati personali che può essere usato con tutti i media riscrivibili compreso un disco fisso, floppy o memorie flash USB. [...]“

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7 January 2008 | Commenti (14)

Debian LogoPer tutti coloro che desiderano esercitarsi nell’amministrazione di un server Debian, ma non hanno il tempo o la possibilità di sperimentare su un computer reale, ho preparato una macchina virtuale con impostazioni basilari per iniziare a smanettare.

Ovviamente questa guida è indirizzata agli utenti Windows (Vista o XP) che intendono imparare ad amministrare un server basato su Debian, mettendo in pratica le guide disponibili nelle rispettive sezioni di questo sito.

Se utilizzate un sistema Linux basato su Debian come Ubuntu (o uno dei suoi derivati come Kubuntu, Mint, ecc…) potete tranquillamente seguire le guide senza virtualizzare nulla. Infatti questi sistemi rispecchiano molto fedelmente l’organizzazione interna di Debian e la gestione di un server basato su Ubuntu o su Debian praticamente è identica salvo piccoli dettagli.

Se, invece, utilizzate un sistema Linux NON basato su Debian (Fedora, SUSE, Mandriva o altri) è possibile provare ugualmente a seguire i tutorial basati su server Debian, ma in alcuni casi vi troverete di fronte a situazioni totalmente differenti (il caso più eclatante è la differenza dei file di configurazione di Apache sotto Debian e sotto RedHat/Fedora). Per evitare problemi, potete iniziare a fare i primi esperimenti usando questa macchina virtuale, al pari degli utenti Windows. Leggi il resto dell’articolo »

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3 January 2008 | Commenti (3)

ApachePremessa
Questo tutorial non intende in nessun modo sostituire la reference ufficiale di Apache, per cui descrizioni dettagliate delle singole parti dei files di configurazione possono essere trovate nel sito ufficiale di Apache.

Introduzione
Nella guida precedente abbiamo parlato dell’installazione e la configurazione di un server LAMP con Debian, Apache2, MySQL e PHP, passiamo adesso alla configurazione dei singoli virtual hosts (ovvero degli hosts virtuali).

Il VirtualHosting consente la gestione di più domini basandosi sul loro nome ma non sul loro IP ed è una pratica ampiamente utilizzata in quanto è facile immaginare il gap di guadagno semplicemente immaginando il costo di una farm costituita da una serie di server che ospitano ciascuno un dominio diverso ed un solo server che ospita diversi domini diversi. L’unico appunto che può essere fatto a questa metodologia di gestione è che effettivamente se si ha un dominio molto attivo esso potrebbe monopolizzare le risorse di sistema lasciando solo la rimanenza delle risorse agli altri domini hostati difatti questo tipo di configurazione abitualmente è utilizzata per ospitare domini che non generano traffico eccessivo. Leggi il resto dell’articolo »

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22 December 2007 | Commenti (15)