HowTo: FreeBSD su Ubuntu con VirtualBox (parte 2)

FreeBSD logoLink alla prima parte del tutorial.

Siamo pronti per installare il sistema operativo.
Avviamo la nostra macchina virtuale, alla schermata di selezione del boot premiamo il tasto 1 oppure attendiamo 10 secondi per avviare la procedura di installazione.
Alla prima schermata selezioniamo il paese, “108 Italy”, con le freccette e diamo Invio, premiamo ancora Invio per accettare la mappa della tastiera italiana standard.
Compare un menu, selezioniamo la seconda voce, “Standard”, e confermiamo la scelta.
Siamo in FDisk Partition Editor, ci troviamo di fronte al nostro harddisk virtuale ancora vuoto che ci prepariamo a partizionare. Per questa installazione eseguiremo un partizionamento automatico. Dal momento che su questo disco virtuale abbiamo intenzione di installare esclusivamente FreeBSD, premiamo F per effettuare un partizionamento Dangerously Dedicated, alla richiesta di creare una partizione per compatibilità con altri sistemi operativi rispondiamo No.
Per terminare premiamo Q e OK. All’interno della partizione grezza così creata andiamo a sistemare le partizioni virtuali di FreeBSD. Premiamo A per Auto Defaults e Q per confermare e uscire. Continue reading →

HowTo: FreeBSD su Ubuntu con VirtualBox (parte 1)

VirtualBox LogoQuesto breve HowTo illustra come iniziare a smanettare con FreeBSD partendo da una conoscenza almeno basilare di Ubuntu Linux.

Requisiti hardware consigliati per l’esperimento:

  • CPU almeno 1GHz ( 1,6 GHz per i vecchi Pentium 4)
  • RAM minimo 512 MB (La RAM è importante!!!)
  • HD almeno 5 GB disponibili

Sul mio portatile funziona tutto alla perfezione:

  • CPU Pentium M 1,73 GHz
  • RAM 1 GB
  • HD 80 GB (più di 30 GB liberi)

Per prima cosa dobbiamo installare un virtualizzatore. In breve, un virtualizzatore è un software capace di creare un’ambiente virtuale all’interno del quale è possibile installare un sistema operativo “guest” (sistema virtuale) funzionante in modo indipendente dal sistema operativo “host” (o sistema reale). Attualmente i migliori sistemi di virtualizzazione sono quelli targati VMware, ma scelgo VirtualBox per questioni “etiche”, in quanto VirtualBox è disponibile in versione ridotta con licenza GPL. La versione che andremo ad installare è la versione binaria precompilata non-free per uso personale, ma se anche voi siete amanti del free software potete scaricare i sorgenti della versione libera e compilarli.
Andiamo su www.virtualbox.org e scarichiamo il pacchetto corrispondente alla nostra architettura e alla nostra distribuzione, in questo caso scegliamo Ubuntu 7.04 (Feisty Fawn) i386, se avete Ubuntu a 64 bit allora dovete scaricare la versione AMD64 (va bene anche per i processori Intel Pentium EE a 64 bit).

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HowTo: Chroot con Debian e debootstrap

DebianAlzi la mano il sysadmin che vuole tutti gli utenti con accesso via SSH ((Secure SHell)) che vi vagano per il sistema!

Vedo qualche mano alzata in fondo… ma probabilmente non sanno nemmeno di che si parla :P

Andiamo al punto; noi vogliamo creare un sotto sistema in cui gli utenti si possono muovere senza inficiare la sicurezza del sistema vero.

Ingredienti:

  1. Debian Sarge 3.1 (meglio Debian ETCH)
  2. SSH
  3. Debootstrap
  4. libpam-chroot

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HowTo: Configurare nel dettaglio SSH

OpenSSHBentrovati! Oggi vi parlo di come configurare SSH!

Bene se avete una Debian tra le mani (tutti avete installato Debian vero?) potete tranquillamente installare SSH digitando da root aptitude update e aptitude install ssh che provvederà ad installare automaticamente il daemon SSH che fungerà da Server.

Adesso che è installato i troviamo i files di configurazione in /etc/ssh e quello che dobbiamo modificare per configurare in modo corretto il nostro Server SSH è /etc/ssh/sshd_config , quindi apriamolo col nostro editor di testo preferito e cominciamo a spulciarlo.
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HowTo: WebServer LAMP (Linux, Apache 2, MySQL 5 e PHP 5) su Debian ETCH

Introduzione
Cosa è un “server LAMP”?
Nonostante molti di voi sperano che sia qualcosa di commestibile ahimè le vostra speranze stanno per crollare.. (per la cronaca.. non ha nemmeno a che fare con l’illuminazione della vostra scrivania).
Un server LAMP è quello che comunemente viene chiamato Webserver e consiste nell’installazione di software per la visualizzazione di pagine web e gestione dinamica di database; nello specifico LAMP sta per Linux, Apache, MySQL and PHP il che ci da un’idea su quali sono i software che servono per la realizzazione di server di questo tipo.
Linux bhè… è GNU/Linux… leggendo il resto del blog capirete da soli di che si tratta!

Apache è un daemon ovvero un programma che gira in background e serve per supportare connessioni di tipo HTTP ((HyperText Transfer Protocol)) che sarebbe il protocollo che generalmente si utilizza per la navigazione su internet e ci permette di vedere sul nostro Browser le pagine HTML ((HyperText Markup Language)) avete presente quella estensione che a volte si vede alla fine dell’URL?
PHP ha una definizione che viene detta ricorsiva perché nella stessa definizione viene ripetuto il termine PHP ed infatti sta per “PHP Hypertext Preprocessor” e consente ai webmaster di creare webapplications e pagine dinamiche in quanto è un vero e proprio linguaggio di programmazione (volendo anche ad aggetti) che viene interpretato dal motore Zend.
MySQL è il DataBase ovvero una specie di BancaDati più nello specifico è un software che ci permette di amministrare agevolmente dati disposti in tabelle tramite l’esecuzione di query.

Ingredienti

1.Debian 4.0 (ETCH)
2.Un editor di testo da linea di comando visto che probabilmente ci lavoreremo da remoto (consiglio vivamente VIM)
3.Un po’ di pazienza

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