August 5th, 2008 — Virtual Server
Introduzione
Lo scopo di questo tutorial è mettere su un server di virtualizzazione che sia la base per le macchine virtuali.
Facciamo una panoramica su quello che ci servirà:
Debian ETCH è l’ultima release stable rilasciata dalla comunità Debian.
LVM che sta per Logical Volume Manager è un sistema di gestione delle partizioni che consente di sfruttare delle partizioni logiche la cui grandezza è quindi modificabile. Un ulteriore vantaggio è dato dal fatto che è possibile inserire nel sistema un hard disk supplementare e montarlo nella stessa partizione logica, per esempio immaginate di avere un sistema con un solo hard disk da 80GB in cui in fase di installazione è stata prevista la gestione LVM ed ad un certo punto vi rendete conto che 80GB non vi soddisfano più, allora andate dal vostro rivenditore di fiducia, comprate un Hard Disk da 500GB per espandere la capacità della directory dove sono hostati tutti i siti dei vostri clienti quindi inserite l’hard disk, e dopo averlo formattato come LVM vi basterà digitare pochi comandi per aver aumentato di 500GB la capacità di quella directory senza “travasare” dati. Bello no? Bene, questo è uno degli innumerevoli vantaggi offerti dalla tecnologia LVM. Questo è un esempio di schema attuabile con LVM:

Organizzazione della struttura LVM by http://www.storix.com/aixbackup
XEN è un famosissimo sistema di virtualizzazione che permette una virtualizzazione a livello Kernel oltre a quella di livello hardware per la quale ci vuole un aiuto dalla CPU la quale dovrebbe supportare la Full Virtualization (non è una “conditio sine qua non”). Continue reading →
January 7th, 2008 — Desktop Virtualization, Java
Damn Small Linux, abbreviato in DSL, è una particolarissima distribuzione di Linux progettata per funzionare anche su computer vecchissimi con soli 16MB di Ram e processori 486DX. Per raggiungere questo traguardo i suoi progettisti hanno messo insieme i programmi più leggeri e allo stesso tempo completi e utili che si possono trovare in giro per la rete.Il sistema risulta molto completo nonostante gli appena 50MB di spazio occupato su CD! Quotando la pagina in italiano del sito ufficiale:
“[...] DSL all’inizio nacque come un esperimento per vedere quanti programmi grafici e facilmente usabili potessero stare in un CD di appena 50MB. Era a malapena un giocattolino personale. Ma Damn Small Linux col tempo si è sviluppato in un progetto della Comunità con centinaia di ore di programmazione investite in continui perfezionamenti, come ad esempio un sistema remoto e locale completamente automatizzato di installazione di programmi ed un sistema estremamente versatile di salvataggio e ripristino dei dati personali che può essere usato con tutti i media riscrivibili compreso un disco fisso, floppy o memorie flash USB. [...]“
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January 3rd, 2008 — Desktop Virtualization
Per tutti coloro che desiderano esercitarsi nell’amministrazione di un server Debian, ma non hanno il tempo o la possibilità di sperimentare su un computer reale, ho preparato una macchina virtuale con impostazioni basilari per iniziare a smanettare.
Ovviamente questa guida è indirizzata agli utenti Windows (Vista o XP) che intendono imparare ad amministrare un server basato su Debian, mettendo in pratica le guide disponibili nelle rispettive sezioni di questo sito.
Se utilizzate un sistema Linux basato su Debian come Ubuntu (o uno dei suoi derivati come Kubuntu, Mint, ecc…) potete tranquillamente seguire le guide senza virtualizzare nulla. Infatti questi sistemi rispecchiano molto fedelmente l’organizzazione interna di Debian e la gestione di un server basato su Ubuntu o su Debian praticamente è identica salvo piccoli dettagli.
Se, invece, utilizzate un sistema Linux NON basato su Debian (Fedora, SUSE, Mandriva o altri) è possibile provare ugualmente a seguire i tutorial basati su server Debian, ma in alcuni casi vi troverete di fronte a situazioni totalmente differenti (il caso più eclatante è la differenza dei file di configurazione di Apache sotto Debian e sotto RedHat/Fedora). Per evitare problemi, potete iniziare a fare i primi esperimenti usando questa macchina virtuale, al pari degli utenti Windows. Continue reading →
December 22nd, 2007 — Web Server
Premessa
Questo tutorial non intende in nessun modo sostituire la reference ufficiale di Apache, per cui descrizioni dettagliate delle singole parti dei files di configurazione possono essere trovate nel sito ufficiale di Apache.
Introduzione
Nella guida precedente abbiamo parlato dell’installazione e la configurazione di un server LAMP con Debian, Apache2, MySQL e PHP, passiamo adesso alla configurazione dei singoli virtual hosts (ovvero degli hosts virtuali).
Il VirtualHosting consente la gestione di più domini basandosi sul loro nome ma non sul loro IP ed è una pratica ampiamente utilizzata in quanto è facile immaginare il gap di guadagno semplicemente immaginando il costo di una farm costituita da una serie di server che ospitano ciascuno un dominio diverso ed un solo server che ospita diversi domini diversi. L’unico appunto che può essere fatto a questa metodologia di gestione è che effettivamente se si ha un dominio molto attivo esso potrebbe monopolizzare le risorse di sistema lasciando solo la rimanenza delle risorse agli altri domini hostati difatti questo tipo di configurazione abitualmente è utilizzata per ospitare domini che non generano traffico eccessivo. Continue reading →
December 11th, 2007 — Desktop Virtualization
In questa terza ed ultima parte del tutorial configureremo la rete virtuale ed installeremo alcuni pacchetti fondamentali. Per farmi perdonare il ritardo con cui ho pubblicato la terza parte, vi mostrerò la procedura di installazione di Xorg e Xfce4, per la gioia di Colossus che potrà finalmente testare il suo Xarchiver!
Avviamo la macchina virtuale, facendo attenzione che il lettore CD sia vuoto e che l’immagine ISO di FreeBSD sia stata “smontata” nel pannello di VirtualBOX. In questo modo siamo sicuri di avviare il sistema dall’hard disk virtuale.
All’avvio facciamo login come root, senza password. Per prima cosa impostiamo una password per l’amministratore: eseguiamo il comando “passwd” e inseriamo 2 volte una password a scelta. Adesso procediamo con la configurazione della rete virtuale.
Per semplicità usiamo l’installer automatico: digitiamo il comando “sysinstall” (NOTA: a differenza della shell Bash, nella shell predefinita di FreeBSD ((tcsh)) il tasto TAB completa il comando, mentre la combinazione CTRL-D elenca la lista dei possibili completamenti). Scegliamo il menu “Configure –> Networking” e selezioniamo la prima voce “Interfaces”.
La scheda di rete virtuale è riconosciuta come un modello “AMD Am7900 Lance”, selezioniamo la voce corrispondente. Rispondiamo “No” alla richiesta di configurare IPv6 per l’interfaccia, mentre scegliamo “Yes” alla successiva richiesta di settare il DHCP.
In pochi secondi il sistema troverà la rete virtuale, impostiamo l’host come preferiamo: ad esempio scrivendo “virtualfbsd”. Premiamo TAB fino a spostare il cursore su “Ok” e chiudiamo la finestra. Selezioniamo Exit fino ad uscire dall’installer e a riportarci alla console.
Per verificare se tutto è andato per il meglio eseguiamo il comando “ifconfig” che dovrebbe riportare una schermata simile a quella della figura.
Se nella schermata non compare l’interfaccia le0 e invece avete soltanto lo0 vuol dire che qualcosa è andato storto. In tal caso provate a ripetere la procedura e se ancora non riuscite a risolvere controllate di aver selezionato la modalità NAT nella scheda delle impostazioni di rete della macchina virtuale.
A causa di una limitazione della rete virtuale di VirtualBox non possiamo usare il comando “ping” per verificare il corretto funzionamento della rete, però possiamo ugualmente testare la rete con il comando “dig”, che serve per recuperare i record dal server DNS.
Proviamo il comando “dig google.com” per verificare che l’accesso ad internet sia stato impostato correttamente.
Adesso siamo pronti per installare i pacchetti aggiuntivi.
Per prima cosa installiamo xorg tramite il comando “pkg_add -rv xorg“. L’opzione -r indica al gestore dei pacchetti di reperire il pacchetto dal server ((r sta per remote)), mentre l’opzione v ((v sta per verbose)) è facoltativa e serve soltanto per visualizzare un maggior numero di informazioni sulle operazioni eseguite dal gestore dei pacchetti durante l’installazione dei nostri programmi.
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