{"id":45,"date":"2008-08-05T00:55:34","date_gmt":"2008-08-04T23:55:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.oscene.net\/site\/?p=45"},"modified":"2008-08-05T00:55:34","modified_gmt":"2008-08-04T23:55:34","slug":"howto-creazione-di-virtual-private-server-vps-da-console-shell-con-debian-etch-xen-ed-lvm","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.oscene.net\/it\/sysadmin\/virtual-server\/howto-creazione-di-virtual-private-server-vps-da-console-shell-con-debian-etch-xen-ed-lvm","title":{"rendered":"HowTo: Creazione di Virtual Private Server (VPS) da console (shell) con Debian ETCH, XEN ed LVM"},"content":{"rendered":"<p><strong>Introduzione<\/strong><br \/>\nLo scopo di questo tutorial \u00c3\u00a8 mettere su un server di virtualizzazione che sia la base per le macchine virtuali.<br \/>\n<em> Facciamo una panoramica su quello che ci servir\u00c3\u00a0:<\/em><br \/>\n<strong>Debian ETCH<\/strong> \u00c3\u00a8 l&#8217;ultima release stable rilasciata dalla comunit\u00c3\u00a0 Debian.<br \/>\n<strong>LVM<\/strong> che sta per <em>Logical Volume Manager<\/em> \u00c3\u00a8 un sistema di gestione delle partizioni che consente di sfruttare delle partizioni logiche la cui grandezza \u00c3\u00a8 quindi modificabile. Un ulteriore vantaggio \u00c3\u00a8 dato dal fatto che \u00c3\u00a8 possibile inserire nel sistema un hard disk supplementare e montarlo nella stessa partizione logica, per esempio immaginate di avere un sistema con un solo hard disk da 80GB in cui in fase di installazione \u00c3\u00a8 stata prevista la gestione LVM ed ad un certo punto vi rendete conto che 80GB non vi soddisfano pi\u00c3\u00b9, allora andate dal vostro rivenditore di fiducia, comprate un Hard Disk da 500GB per espandere la capacit\u00c3\u00a0 della directory dove sono hostati tutti i siti dei vostri clienti quindi inserite l&#8217;hard disk, e dopo averlo formattato come LVM vi baster\u00c3\u00a0 digitare pochi comandi per aver aumentato di 500GB la capacit\u00c3\u00a0 di quella directory senza &#8220;travasare&#8221; dati. Bello no? Bene, questo \u00c3\u00a8 uno degli innumerevoli vantaggi offerti dalla tecnologia LVM. Questo \u00c3\u00a8 un esempio di schema attuabile con LVM:<\/p>\n<div id=\"attachment_47\" style=\"width: 310px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.oscene.net\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/lvm2.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-47\" class=\"size-medium wp-image-47\" title=\"lvm2\" src=\"http:\/\/www.oscene.net\/site\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/lvm2-300x261.png\" alt=\"Organizzazione della struttura LVM\" width=\"300\" height=\"261\" srcset=\"https:\/\/www.oscene.net\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/lvm2-300x261.png 300w, https:\/\/www.oscene.net\/it\/wp-content\/uploads\/2008\/08\/lvm2.png 804w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-47\" class=\"wp-caption-text\">Organizzazione della struttura LVM by http:\/\/www.storix.com\/aixbackup<\/p><\/div>\n<p><strong>XEN<\/strong> \u00c3\u00a8 un famosissimo sistema di virtualizzazione che permette una virtualizzazione a livello Kernel oltre a quella di livello hardware per la quale ci vuole un aiuto dalla CPU la quale dovrebbe supportare la Full Virtualization (non \u00c3\u00a8 una &#8220;conditio sine qua non&#8221;).<!--more--><\/p>\n<p><strong><em>Step 1: LVM<\/em><\/strong><br \/>\nDurante l&#8217;installazione di Debian viene chiesto come configurare le partizioni e vengono proposte in sostanza tre opzioni: la prima \u00c3\u00a8 un partizionamento classico, la seconda \u00c3\u00a8 un partizionamento tramite LVM (che \u00c3\u00a8 quello che vogliamo) e la terza propone un partizionamento con LVM cifrato, che non \u00c3\u00a8 necessario a meno che non stiamo amministrando un sistema &#8220;mission critical&#8221;. Facciamo gestire al programma di installazione la dimensione delle partizioni e continuiamo l&#8217;installazione come al solito.<br \/>\nInstalliamo SSH server da root col comando<\/p>\n<p><code>apt-get install ssh<\/code><\/p>\n<p>cos\u00c3\u00ac possiamo gestire il sistema da remoto, e procediamo quindi a smanettare con le partizioni LVM.Vi ricordo a proposito di SSH di dare un&#8217;occhiata all&#8217;apposito tutorial su come configurare SSH nel dettaglio.<br \/>\nPrima di continuare diamo un paio di definizioni e poi analizziamo i comandi che ci serviranno per la gestione delle nostre partizioni logiche:<\/p>\n<p>PV: Phisical Volume Pu\u00c3\u00b2 essere costituito da una partizione vera e propria oppure da un intero hard disk, oppure ancora un device RAID.<br \/>\nVG: Volume Group Costituisce il pi\u00c3\u00b9 alto livello di astrazione logica della memoria in quanto \u00c3\u00a8 il risultato della composizione dei device fisici.<br \/>\nLV: Logical Volume Sono le vere e proprie partizioni logiche<\/p>\n<p>Elenco una lista dei comandi che ritengo utili per amministrare le partizioni con LVM con la relativa spiegazione dei loro effetti:<\/p>\n<p><code>pvdisplay<br \/>\nvgdisplay<br \/>\nlvdisplay<\/code><br \/>\nQuesti tre comandi visualizzano un elenco rispettivamente dei volumi fisici, dei device logici e dei volumi logici.<\/p>\n<p><code>pvcreate<br \/>\nvgcreate<br \/>\nlvcreate<\/code><br \/>\nQuesti tre comandi servono per creare rispettivamente volumi fisici, device logici e volumi logici.<\/p>\n<p><code>lvremove<br \/>\nvgremove<\/code><br \/>\nQuesti due comandi servono rispettivamente per rimuovere device logici e volumi logici.<\/p>\n<p><code>vgreduce<br \/>\nlvreduce<\/code><br \/>\nQuesti due comandi servono rispettivamente per ridurre la capacit\u00c3\u00a0 device logici e volumi logici.<\/p>\n<p><code>vgextend<br \/>\nlvextend<\/code><br \/>\nQuesti due comandi servono rispettivamente per incrementare la capacit\u00c3\u00a0 device logici e volumi logici.<\/p>\n<p><code>vgchange<\/code><br \/>\nQuesto comando serve per rendere attivo o inattivo un device logico in modo da prevenire qualunque azione su di esso.<\/p>\n<p><code>pvscan<br \/>\nvgscan<\/code><br \/>\nQuesti comandi servono per vedere i volumi fisici ed i device logici connessi al sistema<\/p>\n<p><code>vgexport<br \/>\nvgimport<\/code><br \/>\nQuesti comandi servono per esportare o importare device logici<\/p>\n<p><code>pvmove<\/code><br \/>\nQuesto comando serve per spostare un volume fisico<\/p>\n<p><code>vgsplit<\/code><br \/>\nQuesto comando serve per suddividere un volume logico<\/p>\n<p>per utilizzare correttamente questi comandi \u00c3\u00a8 opportuno vadere i manuali o gli help per ciascuno digitando<\/p>\n<p><code>man <\/code><\/p>\n<p>oppure<\/p>\n<p><code> --help<\/code><\/p>\n<p>\u00c3\u00a8 di fondamentale importanza formattare i dischi fisici da aggiungere come LVM tramite cfdisk per esempio e formattare i devices logici col filesystem che volete utilizzare.<\/p>\n<p><strong><em>Step 2: XEN<\/em><\/strong><br \/>\nInstallazione<br \/>\nProcediamo con l&#8217;installazione di XEN scaricando i pacchetti necessari dai repository Debian tramite il comando apt-get<\/p>\n<p><code>apt-get install linux-image-2.6-xen-vserver-686 xen-hypervisor-3.0.3-1-i386-pae xen-tools xen-linux-system-2.6.18-5-xen-vserver-686 linux-headers-2.6-xen-vserver-686 libc6-xen bridge-utils<\/code><\/p>\n<p>Se volete potete anche verificare se il vostro processore supporta o meno la famigerata Virtualizzazione Hardware, per fare cio potete andare sul sito del produttore della vostra CPU e vedere se nelle caratteristiche \u00c3\u00a8 nominato qualcosa come &#8220;Virtualization Support&#8221; o &#8220;Full Virtualization&#8221;, e se effettivamente la Virtualizzazione Hardware \u00c3\u00a8 supportata, il che \u00c3\u00a8 vero per la maggior parte dei multicore Intel e della famiglia Opteron di AMD, potete lanciare anche il comando:<\/p>\n<p><code>apt-get install xen-ioemu-3.0.3-1<\/code><\/p>\n<p><strong>Configurazione<\/strong><br \/>\nAdesso che tutto \u00c3\u00a8 installato correttamente modifichiamo il file<\/p>\n<p><code>\/etc\/modules<\/code><\/p>\n<p>aggiungendo:<\/p>\n<p><code>loop max_loop=64<\/code><\/p>\n<p>e riavviamo la nostra macchina effettuando il boot col nuovo Kernel.<br \/>\nApriamo quindi il file di configurazione del daemon XEN col comando:<\/p>\n<p><code>vim \/etc\/xen\/xend-config.sxp<\/code><\/p>\n<p>cerchiamo la stringa (network-script network-bridge) col comando<\/p>\n<p><code>\/(network-script network-bridge)<\/code><\/p>\n<p>togliamole il # di commento facendola diventare<\/p>\n<p><code>(network-script network-bridge)<\/code><\/p>\n<p>e riavviamo lo XEN daemon<\/p>\n<p><code>\/etc\/init.d\/xend restart<\/code><\/p>\n<p>A questo punto vi baster\u00c3\u00a0 andare a vedere le interfacce di rete configurate per notare immediatamente che se ne sono aggiunte altre tre, per fare ci\u00c3\u00b2 baster\u00c3\u00a0 digitare da root:<\/p>\n<p><code>ifconfig<\/code><\/p>\n<p>Modifichiamo con VIM il file \/etc\/xen-tools\/xen-tools.conf eseguendo il comando<\/p>\n<p><code>vim \/etc\/xen-tools\/xen-tools.conf<\/code><\/p>\n<p>togliamo il # alla stringa<\/p>\n<p><code>dir = \/home\/xen<\/code><\/p>\n<p>e modifichiamo le stringhe contenenti le impostazioni per il kernel e per l&#8217;avvio come segue:<\/p>\n<p><code>kernel = \/boot\/vmlinuz-2.6.18-5-xen-vserver-686<br \/>\ninitrd = \/boot\/initrd.img-2.6.18-5-xen-vserver-686<\/code><\/p>\n<p><em>ATTENZIONE<\/em>: \u00c3\u00a8 il caso che vediate tramite il conmando<\/p>\n<p><code>uname -a<\/code><\/p>\n<p>la versione del kernel che state utilizzando in modo da poter immettere i parametri corretti<\/p>\n<p>(come al solito per cercare delle stringhe con VIM conviene scrivere \/kernel o comunque \/<br \/>\n. Digitate<\/p>\n<p><code>man vim<\/code><\/p>\n<p>per avere informazioni sulle opzioni di utilizzo pi\u00c3\u00b9 dettagliate di VIM).<\/p>\n<p><strong><em>Step 3: Virtualizzazione di Debian ETCH<\/em><\/strong><br \/>\nAdesso che tutto \u00c3\u00a8 pronto possiamo passare all&#8217;installazione del nostro sistema operativo preferito tramite XEN nella nuova partizione LVM che eravamo impazienti di utilizzare, e per fare ci\u00c3\u00b2 possiamo lanciare da root il comando:<\/p>\n<p><code>xen-create-image --debootstrap --hostname etch-experimental --dhcp --dist=etch<\/code><\/p>\n<p>dove come parametro di dist possiamo tranquillamente sostituire sid, sarge o etch, e come parametro di hostname possiamo passare qualunque nome vi venga in mente (il mio consiglio \u00c3\u00a8 di assegnare dei nomi che vi ricordino cosa effettivamente dovr\u00c3\u00a0 fare quel sistema operativo, ad esempio lamp-etch se volete utilizzarlo come server LAMP).<br \/>\nDopo una decina di minuti (tranne errori) tornerete al vostro prompt con il messaggio:<\/p>\n<p><code>All done<\/code><\/p>\n<p>Ottimo, adesso possiamo avviare il nostro primo sistema operativo virtualizzato con XEN tramite il comando<\/p>\n<p><code>xm create \/etc\/xen\/etch-experimental.cfg<\/code><\/p>\n<p>e se eseguiamo:<\/p>\n<p><code>xm list<\/code><\/p>\n<p>possiamo vedere i domini attivi.<br \/>\nSignori, vi presento il vostro primo Virtual Private Server (VPS).<\/p>\n<p>Vi consiglio di dare un&#8217;occhiata alle opzioni che XEN vi mette a disposizione lanciando<\/p>\n<p><code>xm --help<\/code><\/p>\n<p>e<\/p>\n<p><code>xen-create-image --help<\/code><\/p>\n<p>e affinare le impostazioni di default delle macchine virtuali dando uno sguardo alle impostazioni modificabili nel file<\/p>\n<p><code>\/etc\/xen-tools\/xen-tools.conf<\/code><\/p>\n<p>(ricordate sempre di fare un backup prima di cominciare a modificare).<\/p>\n<p><strong><em>Step 4: Primo avvio<\/em><\/strong><br \/>\nUna volta avviato il sistema non ha nulla di interessante (a parte il fatto che \u00c3\u00a8 Debian) per cui dovrete accederci, ma non c&#8217;\u00c3\u00a8 installato SSH di default. XEN ci viene in aiuto col comando<\/p>\n<p><code>xm console etch-experimental<\/code><\/p>\n<p>mediante il quale apriamo una shell di root sulla macchina virtualizzata.<br \/>\nCome prima cosa cambiamo password di root con il comando<\/p>\n<p><code>passwd root<\/code><\/p>\n<p>e seguendo le istruzioni, poi installiamo il server SSH per poterci connettere da remoto<\/p>\n<p><code>apt-get install ssh<\/code><\/p>\n<p>un consiglio spassionato \u00c3\u00a8 di creare un utente guest e consentire l&#8217;accesso via SSH solo a lui (per ulteriori dettagli potete vedere la guida relativa alla Configurazione nel dettaglio del server SSH).<\/p>\n<p>Per conoscere l&#8217;indirizzo che ha preso il sistema operativo virtualizzato vi baster\u00c3\u00a0 lanciare della console dello stesso il comando<\/p>\n<p><code>ifconfig<\/code><\/p>\n<p>Se volete che il router assegni in modo statico l&#8217;indirizzo ad una delle macchine virtuali (potrebbe essere molto utile nel caso di port forwarding o bridging) modifichiamo il file<\/p>\n<p><code>\/etc\/network\/interfaces<\/code><\/p>\n<p>commentando la riga contenente<\/p>\n<p><code>inet dhcp<\/code><\/p>\n<p>e aggiungendo delle righe simili alle seguenti<\/p>\n<p><code>iface eth1 inet static<br \/>\naddress 192.168.1.3<br \/>\nnetmask 255.255.255.0<br \/>\nnetwork 192.168.1.0<br \/>\nbroadcast 192.168.1.255<br \/>\ngateway 192.168.1.1<\/code><\/p>\n<p>dove diciamo di assegnare staticamente l&#8217;indirizzo IP 192.168.1.3 all&#8217;interfaccia locale di rete eth1 contenuta nella rete 192.168.1.0 con subnet mask 255.255.255.0 e nella quale il gateway ha IP 192.168.1.1 . Ovviamente dovrete modificare i vari ip ed il nome dell&#8217;interfaccia in base alle vostre esigenze.<\/p>\n<p>Alla Prossima \ud83d\ude09<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione Lo scopo di questo tutorial \u00c3\u00a8 mettere su un server di virtualizzazione che sia la base per le macchine virtuali. Facciamo una panoramica su quello che ci servir\u00c3\u00a0: Debian ETCH \u00c3\u00a8 l&#8217;ultima release stable rilasciata dalla comunit\u00c3\u00a0 Debian. 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